La mia Cri

Che io ne avevo 10 e tu solo 5, di anni.

Ma che già avevamo un cuore simile.

Mille estati condivise, serate al Pineta e bomboloni appena sfornati, nella via.

Poi uno spazio bianco, momenti importanti che l’una dell’altra ha perso.

Tempo, distanza e finalmente, il ritorno a casa 🩵

Gioie e dolori, un legame profondo e mai spezzato.

Come amo dire, tiriamo fuori il nostro meglio, insieme.

L’amicizia ha questo potere.

Elena

Occhioni grandi color del mare e di pioggia tiepida di fine estate.

Profumo di germogli, di quelli che premono sulla terra per uscire al sole.

Un cuore di pensieri buoni e di amori che graffiano il cristallo.

Un sorriso che ti dice sempre bene anche quando bene non va affatto.

Un’amica preziosa come l’anima che indossa.

Isabella bella

Volto elegante e sorriso negli occhi.


Cuore generoso e ferite sulle quali non c’è mai il tempo di soffermarsi.


Tumulti celati nell’incastro di tessere perfette che quando decomprimono fanno rumore.


Un rigore appreso sin da bambina a cui si contrappone delicata dolcezza.


Anelito di abbracci e di andrà tutto bene.


Di siediti accanto a me che ti racconto quanto sei bella.

Angela

Un sorriso dolce in cui trovare conforto, braccia solide a sostenere i fatti e parole sempre mantenute.


Un cuore puro dai battiti a colori naif, una gioia cristallina che pare incontaminata dai dolori.


Un animo profondo dalle carezze lievi.
Un’ insostituibile compagna di viaggi spensierati.


Un amore condiviso per l’arte e la bontà: che dai monumenti alle osterie il passo è breve.


Un’ amica preziosa, una persona vera.

La Vincenzina

Ciao tata, eri nata nel 1902 e oggi avresti compiuto un secolo e spicci. Ricordo il tuo orgoglio piccato nel definirti sempre “signorina” – che zitella sarebbe stato inadeguato – e ricordo la libertà con la quale sceglievi partiti e amanti. Ti sei innamorata di uomini che non si sono mai fermati ed eri orgogliosamente socialista. Tuo padre era stato torturato dai fascisti e l’olio di ricino ti aveva lasciato l’amaro in bocca. Il nonno Mauro ti vedeva come una sorta di demonio in pectore, la nonna Mariuccia, sua moglie e tua sorella, privilegiava il quieto vivere agli inevitabili contrasti. Facevi l’infermiera durante la guerra, poi hai iniziato a lavorare nelle ferrovie dello stato. Quando siamo nate io e Simona tu eri già in pensione ma ricordo ancora con terrore le tue punture. Per noi eri amore a tutto tondo. Un paese dei balocchi dove ogni capriccio era esaudito. Minuscola, capelli biondo cenere cotonati sempre solo a metà, rossetto ciclamino e tacco 12. Un misto di dialetto milanese e italiano inventato. Eravamo le figlie – ormai nipoti – che non avevi avuto e lo sfogo della tua affermazione nel mondo.
Buon compleanno tata, voglio dirti ancora grazie, sei un meraviglioso ricordo mai dimenticato ❤️.

Santorini

Se c’è un luogo in cui vorrei tornare è Santorini.

Mai ho trovato un contrasto simile tra cielo e terra.

Una luce tanto luce, un bianco tanto bianco, un blu tanto blu.

E nemmeno stellate in cui si riconoscono i disegni di Dio.

Grazie a questa isola piena di vento, al suo mare profondo e ai suoi tramonti che tornano albe.